Ausilio alla lettura in italiano
Prefazione dell’autrice
Prefazione · Pagine dell’edizione a stampa 6–7
English original · Indice italiano
Apri il PDF originale inglese su Brepols ↗
La ricerca comprende tutte le sezioni accessibili, inclusi i testi in lingua originale delle appendici e i riferimenti bibliografici.
Questo libro nasce da un invito a parlare del Bacco di Michelangelo al convegno Michelangelo and His World in the 1490s, tenutosi al Metropolitan Museum of Art nel 2012. Negli anni successivi, confrontarmi con questo tema mi ha condotta ad affrontare complessità che sembravano farsi sempre più profonde e misteri che sembravano moltiplicarsi. Michelangelo fu davvero un ‘falsario’? Il cardinale Riario rifiutò il Bacco poco dopo averlo commissionato? Qual era il punto di vista di Riario, e come si inserisce il Bacco nel quadro più ampio della sua committenza? Quale rapporto legava il Bacco al Cupido dormiente e alla ricostruzione di San Lorenzo in Damaso promossa da Riario? Quale ruolo ebbe Jacopo Galli nella creazione del Bacco e nella carriera di Michelangelo, e quali elementi potevano offrire i registri della banca Galli-Balducci? In che modo le ambizioni e gli interessi di Riario, Galli e Michelangelo coincidevano o divergevano? Questo libro propone un riesame di tali questioni da nuove prospettive e un invito a proseguire il dibattito. Sul piano personale, esso custodisce preziosi ricordi di luoghi e persone del passato: così tanti che ormai è impossibile nominarli tutti. Non dimenticherò mai la cortesia di Kathleen Weil-Garris Brandt e del compianto James Draper, che ci accolsero al convegno su Michelangelo del 2012; il lavoro esemplare di coloro che vi intervennero è stato una costante fonte d’ispirazione. Ho iniziato a lavorare a questo manoscritto quando insegnavo alla Open University, dove ho beneficiato di finanziamenti per la ricerca e del sostegno dei colleghi, in particolare di Leah Clark. Sono grata ai colleghi che mi hanno invitata a presentare le mie ricerche a convegni e seminari, consentendomi di confrontarmi con un pubblico partecipe e perspicace: a Glenn Richardson, per una relazione su Raffaele Riario al convegno Renaissance Cardinals: Diplomats and Patrons in the Early Modern World a Twickenham; a Flora Dennis, per una presentazione all’Università del Sussex; a Kate Lowe, per un seminario all’Institute of Historical Research; a Margaret Meserve, per una relazione al convegno The Promise of the Vatican Library a Notre Dame; agli organizzatori di Faking it: Forgery and Fabrication in Late Medieval and Early Modern Culture, per una relazione a questo convegno all’Università di Göteborg; a Sebastian Hierl, per una conferenza rivolta agli Friends of the Library dell’American Academy in Rome; e a Martin Szewczyk, per una presentazione al convegno La fabrique de l’Antique. A permettermi di sviluppare la ricerca nella sua forma attuale è stata la preziosa opportunità del Donald and Maria Cox Postdoctoral Rome Prize presso l’American Academy nel 2016–2017. Grazie a quell’anno cruciale di sostegno, all’incoraggiamento degli altri borsisti e della stimolante direttrice Kim Bowes, ho potuto completare le ricerche e avviare seriamente la stesura. Queste ricerche non sarebbero state possibili neppure senza le risorse di numerosi archivi e biblioteche, tra cui la biblioteca dell’American Academy, la Bibliotheca Hertziana, la Biblioteca e gli Archivi Vaticani, gli Archivi di Stato di Firenze, Napoli e Roma e l’Archivio Capitolino. Tra i molti amici e colleghi sui cui commenti, consigli e sostegno ho potuto contare vi sono Piers Baker-Bates, Costanza Barbieri, Tatjana Bartsch, Susanna de Beer, Stefano de Bosio, Molly Bourne, Karl-Magnus Brose, Bianca de Divitiis, David Drogin, Barbara Furlotti, Robert Gaston, Leon Grek, Clare Guest, Philippa Jackson, Francesca Mattei, John Paoletti, Maddalena Spagnolo, Will Stenhouse, Claudia Wedepohl ed Ed Wouk. Gli scambi
con Diane Booton, Enzo Borsellino, Marco Pellegrini e Bernhard Schirg hanno offerto importanti spunti. La competenza di Tom Cohen nella lettura dei documenti giuridici è stata inestimabile, e devo ringraziare Paul Davies e Ortolf Harl per avermi consentito di utilizzare le loro fotografie. Sono grata a Bill Sherman e Tristan Weddigen per il loro sostegno negli ultimi anni e, come sempre, sono profondamente debitrice del compianto John Shearman e di Salvatore Settis, che per primi mi hanno incoraggiata a esplorare questi temi. Le lezioni di John Shearman su Michelangelo sono state il punto di partenza di molte delle questioni discusse in questo testo. Un ringraziamento speciale va anche a Caroline Elam, le cui ricerche sul giardino di sculture di Lorenzo de’ Medici sono state fondamentali per questo studio. I suoi commenti alla prima proposta del libro, le sue revisioni del manoscritto in una forma quasi definitiva e la sua competenza unica sono stati preziosissimi. Ringrazio di cuore i miei colleghi dell’Institut für Kunst- und Bildgeschichte della Humboldt-Universität zu Berlin per il loro incoraggiamento, così come le straordinarie assistenti studentesse a Berlino che hanno dedicato molte ore alla preparazione del manoscritto e delle illustrazioni: Pernille Dybvig, Olga Lysak, Jorinde Miller, Luise Mörke e Clara Sawatzki. Sono grata anche a Giorgia Pietropaolo per le fotografie realizzate all’ultimo momento presso l’Archivio di Stato di Roma. I lettori anonimi del manoscritto, Cammy Brothers e Carolyn Yerkes hanno contribuito a far progredire il progetto e alla sua pubblicazione nella nuova collana di Harvey Miller, All’antica. Sono profondamente grata a Johan Van der Beke per la fiducia accordata a questa impresa e per essere stato un editore paziente e disponibile. Il fondo per le pubblicazioni ad accesso aperto della Humboldt-Universität zu Berlin ha generosamente sostenuto l’edizione elettronica di questo testo. Infine, devo la più profonda gratitudine alla mia famiglia — ai miei genitori, Bill ed Elinor Christian; a mio fratello Bill Christian; a Brigitte Baeder; e ai compianti Dixon e Kate Roy Christian — per il loro sostegno e la loro guida. Con tutto il mio amore dedico questo libro ad Andreas e Lian Baeder, il cui umorismo e la cui incrollabile pazienza mi hanno sostenuta in ogni momento.